otto-ruote


[Articolo precedente] [Articolo successivo] [Edicola ]

La «cintura» di Milano ha perso 40 mila abitanti

02 aprile 2002


Title: Corriere della Sera - Edicola
Corriere della Sera
Home Page
 
nel sito nel web
altre notizie
Ricerca Personale QualificatoRicerca Personale Qualificato
Quanto mi pagano
il numero in edicola
CRONACA_MILANO     
La «cintura» di Milano ha perso 40 mila abitanti

Continua la «fuga» dal capoluogo verso la provincia, ma il bilancio è negativo anche per i grandi comuni confinanti

MILANO - Appartamento in mini-palazzina. Meglio ancora in villetta a schiera, lontano dal caos della città. Magari in una posizione tranquilla, immersa nel verde. È questo il sogno che negli ultimi dieci anni ha spinto almeno 40 mila persone a cambiare casa e ad abbandonare le città del primo boom economico degli anni Sessanta con i condomini dormitorio, le colate d’asfalto, i giardini pubblici da dimenticare. Lo dimostrano i dati del censimento 2001: confrontandoli con quelli del 1991 risulta che Milano è in cima alla top ten delle città da cui i residenti sono «fuggiti» (ha perso 186.538 abitanti, pari al 13,6 per cento), ma è seguita a ruota da Sesto, Cologno, Cinisello, Bresso, e a Sud da Corsico, Cesano Boscone, Rozzano, Trezzano sul Naviglio. Nonostante il calo di popolazione, le città di «prima cintura» restano ancora le più affollate della provincia: sono quelle con maggiore densità abitativa, e Bresso batte tutti, Milano compresa. Non che le famiglie «in fuga» si siano spostate di molto: chi abitava nella prima cintura a Nord-Est si è trasferito nei paesini lì vicino, magari quelli lungo l’autostrada Milano-Venezia o la tangenziale Est per raggiungere facilmente Milano.
Mediamente infatti il Nord-Est è la zona della provincia che ha avuto la maggiore crescita negli ultimi dieci anni e oggi ospita circa il 35 per cento dei residenti del Milanese (Milano ha il 32,7 per cento), tanto che il sindaco di Arcore, Antonio Nava, lo scorso anno ha definito la zona una «città fantasma» che ha bisogno urgente di trasporti, mezzi pubblici, servizi.
Stesso scenario all’estrema periferia Sud-Ovest di Milano: Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio sono state «abbandonate» dai residenti che hanno preferito trasferirsi a Buccinasco, a Cusago, a Zelo Surrigone, a Vermezzo, a Casarile, a Zibido San Giacomo, che sono i paesi che in assoluto negli ultimi dieci anni hanno conosciuto il maggiore boom di crescita di tutto il Milanese.
A Nord Ovest invece la «prima cintura» resiste ancora: Rho ha perso dal 1991 solo 743 abitanti (1,4 per cento) mentre Pero 312 cittadini (2,9 per cento). Tutto sommato pochi, visto che Sesto (al primo posto in provincia per calo di popolazione) ha perso il 13 per cento e Vimodrone (al decimo posto) è calata del 5,8 per cento.
Diversa infine la situazione nella periferia Sud Est di Milano: le città di confine come Peschiera Borromeo, San Donato, San Giuliano Milanese, che hanno conosciuto negli anni Novanta un secondo boom edilizio dopo quello degli anni Settanta, sono ancora in crescita, così come i paesi lì accanto di «seconda cintura»: Tribiano e Colturano sono infatti al primo e al terzo posto in assoluto nel Milanese come crescita percentuale di popolazione.
La sfida del nuovo millennio sarà perciò la riconversione delle città di «prima cintura»: Sesto, Corsico, Cologno, ad esempio, hanno già avviato progetti di riqualificazione delle vecchie aree industriali (a Sesto sono quasi tre milioni di metri quadrati) e dei quartieri più degradati, così come nella vicina Bresso il sindaco Giuseppe Manni pensa al recupero delle aree dismesse, alla creazione di un nuovo parco, a nuove linee di trasporto pubblico.
Per chi invece ha conosciuto il boom di sviluppo solo negli ultimi anni, la sfida è quella di costruire città vivibili «con buoni servizi, spazi verdi adeguati, senza trasformarci in estreme periferie di Milano - spiega il sindaco di Tribiano, Carlo Degradi -. Noi ci siamo riusciti, la gente è contenta, lo sviluppo regolare e armonico».
Basandosi sui dati Istat i misogini irrecuperabili potrebbero trasferirsi a Calvignasco, Noviglio o Liscate, in assoluto i paesi della provincia con più uomini. Chi invece la pensa diversamente potrebbe «emigrare» a Melegnano, il paese con più donne. Ma i gigolò non si facciano illusioni: una recente ricerca ha dimostrato che Melegnano è uno tra i paesi più vecchi del Milanese, non a caso infatti è anche in cima alla top ten delle famiglie meno numerose, con molte persone sole, vedove o vedovi. Ironia della sorte, nel paese confinante, Cerro al Lambro, ci sono invece le famiglie più numerose della provincia.
Leila Codecasa


Cronaca di Milano



   La Gazzetta dello Sport | Max | Vivimilano | RPQ ricerca personale qualificato |

Tesi online | Mimu Milano musei | Bravacasa | Verde Oggi | Carnet | Quantomipagano | Compensation | Amadeus | Newton | Il Mondo | Yacht capital | Happy Web | Travelonline | WallStreetItalia | El Mundo | Tomorrow | Economia & Management | Rcs periodici | Rcs pubblicità | Rcs Libri | Rcs scuola | Rcs New Media | Università e professioni | Rizzoli Store | Hdp | My-Tv | Netdish | Yoda | Fila | Valentino | Sahzà | Quibellezza | Quimamme | EdicolaFabbri |




© Corriere della Sera



www.otto-ruote.it
Per informazioni, consigli e correzioni
contattare web@otto-ruote.it
Powered by aruba.it